Il Cav. tratta con Tunisi sui rimpatri

Ancora non si è raggiunto l'accordo tra i due paesi per provare a bloccare l'esodo dei migranti e per il rimpatrio di quanti già arrivati in Italia. E' previsto per domani il ritorno di Maroni a Tunisi con l'obiettivo di firmare l'accordo cui stanno lavorando le commissioni tecniche del Viminale e del ministero degli Interni di Tunisi. Leggi tutti gli articoli del Foglio sul tema dell'immigrazione
5 AGO 20
Immagine di Il Cav. tratta con Tunisi sui rimpatri
Al termine dell’incontro con il premier tunisino Beji Kaid Essebsi nel palazzo del governo a Tunisi, Berlusconi ha detto: "Stiamo lavorando per una possibilità di rimpatri per quanti sono giunti in Italia, e c’è la volontà del governo di Tunisi e nostra per farlo in modo civile. Il ministro dell’interno lascia qui una commissione di tecnici al lavoro e domani tornerà per verificare il lavoro fatto e sottoscrivere un accordo". E poi: "Siamo in un paese amico per risolvere i nostri problemi in un clima di collaborazione e di amicizia".
Il premier e il ministro degli Interni, Roberto Maroni sono giunti a Tunisi in tarda mattinata per incontrare il primo ministro Beji Kajid Essebsi e il presidente della repubblica Fouad Mebazaa. Quella di oggi è la prima visita ufficiale dopo il crollo del vecchio regime tunisino di Ben Ali. Il governo italiano chiede l'applicazione di un accordo già esistente, firmato oltre dieci anni fa tra i governi dei due paesi e poi rinnovato nel 2009. Inoltre, Berlusconi e Maroni chiedono anche di applicare la stessa legge tunisina, che considera reato l'espatrio non autorizzato. L'Italia offrirà al governo tunisino motovedette, fuoristrada e altri mezzi necessari al pattugliamento della costa e aiuti allo sviluppo in cambio della disponibilità di tunisi a riaccogliere i quasi ventimila tunisini giunti in italia negli ultimi mesi.
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, svolgerà un'informativa urgente, domani nell'Aula della Camera alle ore 10, sulle misure adottate in relazione all'eccezionale flusso di immigrazione verso l'isola di Lampedusa. Lo rende noto un comunicato della Camera dei deputati.
Ieri Berlusconi ha ricevuto una telefonata dal presidente francese Nicolas Sarkozy, con il quale avrebbe concordato di realizzare quanto prima un vertice interministeriale fra i due stati sul tema dell'immigrazione.
Il premier, nel corso di un intervento telefonico a un convegno, ieri ha detto: "Ciò che sta avvenendo in questi giorni ripropone la validità dei nostri valori, a cui si ispira il nostro impegno politico, coloro che arrivano sono tutti spinti da un'ansia di libertà e giustizia". E sull'opposizione: "Usa i profughi per attaccare il governo. In questo momento di fronte a problemi gravi servono nervi saldi".
Intanto circa duecento immigrati del Centro di accoglienza e Identificazione di Manduria la notte di domenica si sono rifiutati di rientrare nella tendopoli e hanno attuato un "presidio" all'esterno del centro. Gli immigrati chiedono il rilascio del permesso di soggiorno o di un altro documento che consenta loro di circolare liberi. Circa trecento immigrati hanno poi sfondato la recinzione del campo n. 2 (il secondo allestito in questi giorni) e sono scappati attraverso i campi nel tentativo di raggiungere la stazione ferroviaria di Oria, per poi dirigersi in treno verso nord.
Sono invece sbarcati nel porto di Napoli, dalla nave militare San Marco, i 471 migranti partiti da Lampedusa nella notte tra sabato e domenica. Sono tutti uomini, adulti e in molti anche giovani. A Santa Maria Capua Vetere (Caserta) i migranti verranno sistemati nella tendopoli allestita all'interno della caserma Andolfato. In 275 potrebbero proseguire invece per Livorno. Per loro si sta dunque decidendo l'eventuale trasferimento ad Arezzo.